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venerdì 9 marzo 2012

Si chiama Moringa e potrebbe risolvere tanti problemi legati alla nutrizione e alla salute


Analizziamo proprietà e usi di una pianta molto conosciuta nei paesi tropicali e molto poco da noi, dalle numerose proprietà alimentari e salutistiche. Cresce velocemente e senza richiedere acqua o cure particolari, è una preziosa fonte di proteine alimentari e ogni sua parte contiene sostanze con rilevanti azioni biologiche. Vediamo insieme di che si tratta.

Botanicamente è nota come Moringa oleifera e appartiene alla famiglia delle Moringaceae. Di essa si utilizzano principalmente i semi e l'olio estratto da essi. In Medicina Tradizionale è' contemplato anche l'uso delle foglie, dei fiori, della corteccia, della radice. Cresce allo stato spontaneo nella regione sub-himalayana dell'India nord-orientale, oltre che in Pakistan, Bangladesh, Afghanistan. Si tratta comunque di una specie coltivata in tutta la fascia tropicale del pianeta. Localmente è nota con diversi nomi, eccone alcuni tra quelli più utilizzati: Drumstick tree, Horseradish tree, Ben-oil tree, Benzolive tree, Moringa [inglese], Moringa ailée, Mouroungue [francese], Merrettichbaum [tedesco], Moringueiro, Quiabo da Quina [portoghese, brasiliano], Maranga [spagnolo], Mlonge, Mronge, Mzunze [swahili], Sigru, Malunggay [hindu].


Ma di che si tratta esattamente? Volendola descrivere diremo che è un grande arbusto o piccolo albero deciduo, dalla crescita molto rapida che a piena maturità può raggiungere anche i 12 metri di altezza, ma che già nel primo anno a partire dal seme può raggiungere e talvolta superare i 3 metri. Si presenta con tronco singolo, dal legno tenero e con corteccia di colore chiaro, rugosa ma non fessurata. Le foglie sono picciolate, composte, imparipennate con rachide lungo 25-60 cm, che porta da 2 a 6 paia di foglioline, di forma ovata, ovato-ellittica o oblunga, larghe 1-2 cm e lunghe altrettanto. Le foglioline appaiono di colore chiaro quando sono giovani, per la presenza di una peluria che scompare poi con la crescita. Alla base dei piccioli fogliari si incontrano delle ghiandole che spesso essudano un liquido ambrato chiaro. I fiori sono color crema, raccolti in larghe pannocchie dotate di brattee, lunghe fino a 30 cm. I singoli fiori, che emanano un profumo fragrante, ricordano per struttura quelli delle Fabaceae, solo che in questo caso l'aspetto è invertito, con il petalo dorsale ripiegato e il resto dei petali, inferiori, che si estroflettono completamente, con funzione vessillare. La fioritura avviene di norma durante la stagione secca. Il frutto che segue è una capsula deiscente con sezione triangolare, lungo fino a 50 cm e larga 1-3 cm, dalle sembianze di un legume. All'interno trovano posto i semi, ricchi di olio, di forma subglobosa e di colore scuro, con diametro massimo di 15 mm e dotati di ali membranose. E' una specie molto resistente alla siccità, con un apparato radicale profondo, che colonizza facilmente dune sabbiose, praterie, savane, specialmente in zone aride, dove costituisce una interessante risorsa agronomica. Cresce bene specialmente in terreni poveri, ben drenati e senza ristagni di acqua, con temperature comprese tra i 26 e i 40°C, di altitudine fino a 1000 metri. Recuperare i semi di questa pianta non è cosa impossibile e varrebbe la pena tentarne la coltivazione nelle zone più aride e siccitose.

Dal punto di vista fitochimico i semi contengono beta-carotene, glucosinolati, proteine, vitamina E e un olio ricco soprattutto in acido oleico, ma contenente anche acido palmitico, acido stearico, acido behenico. Le foglie, utilizzate in cucina, contengono fino al 10% di proteine con tutti gli amminoacidi essenziali, oltre a vitamina A e C, beta-carotene, quercetina, riboflavina. La radice contiene glucotropaeolina, moringina, moringinina, pterygospermina. Tutte le parti della pianta, infine, sono ricche di oligoelementi, in particolare Calcio, Ferro, Potassio e Fosforo, oltre che di vitamine del gruppo B (B1, B2, B7).

Vediamo come viene usata la pianta nelle tradizioni popolari delle regioni di origine. La Medicina Ayurvedica contempla l'uso della Moringa oleifera come fonte di vitamina C in caso di febbre, influenza, raffreddore, come antinfiammatorio in caso di dolori articolari e gotta.
In molti paesi in via di sviluppo le foglie vengono considerate una preziosa fonte di proteine utile per la prevenzione della malnutrizione, dovuta a scarsità di cibo.
L'infuso delle foglie viene usato in diversi luoghi per ridurre la glicemia, contrastare l'ipertensione e nel trattamento di alcuni disturbi respiratori come la bronchite, della tubercolosi e della malaria. E' considerato un utile rimedio febbrifugo, antidiarroico, antinfettivo in caso di patologie dell'occhio o dell'orecchio.
I fiori sono usati come tonico, diuretico, colagogo, mentre il frutto immaturo viene spesso utilizzato come tonico del fegato e come antielmintico a livello intestinale, per cui viene ritenuto di grande efficacia.
L'olio estratto dai semi, popolarmente noto come ben oil, viene considerato antibiotico e antinfiammatorio, utile nel trattamento di patologie causate da batteri o da funghi patogeni, ma anche per trattare scorbuto, prostatite e patologie della cistifellea. Applicato esternamente è considerato utile in caso di dolori articolari, artritici o reumatici, per gotta e dermatiti.
La gommoresina che essuda dai rami è considerata tradizionalmente come diuretico, antipiretico, astringente, rubefacente utile in caso di asma, otalgia, emicrania, sifilide e reumatismi.
La radice e la scorza di questa sono usate come rubefacente, vescicante, stimolante, diuretico, stomachico, cardiotonico, esternamente per massaggi contro reumatismi e artrite.
Molti guaritori tradizionali considerano la Moringa come una pianta utile per prevenire il cancro, specialmente se consumata come alimento. L'applicazione locale viene considerata utile in caso di tumori alla pelle.
Gli usi culinari della Moringa sono numerosi e ben noti in molti paesi della fascia tropicale, dove non di rado viene a questo scopo coltivata nei giardini familiari. Vengono consumate le foglie di sapore piccante, spesso crude in insalata, ma anche in zuppe e come condimento, i baccelli immaturi per fare brodi vegetali o in conserva, la radice dal sapore di rafano è molto popolare nella gastronomia dell'Africa Orientale. I semi tostati ricordano il sapore delle arachidi, mentre l'olio che contengono (ben-oil) in ragione del 35% è ampiamente usato come condimento, grazie al suo sapore dolce. Anche la gomma che essuda dal tronco trova impiego in cucina, come condimento.

Il ben-oil è ampiamente apprezzato anche a livello industriale, dove grazie al suo eccellente potere lubrificante e la bassa propensione all'irrancidimento, trova impiego nella lubrificazione di parti meccaniche di precisione come quelle degli orologi. Inoltre è ricercato nell'industria cosmetica perchè ottimo fissante di profumi anche molto volatili, come gelsomino o tuberosa, per la cui estrazione viene impiegato. E' anche utile per la preparazione di saponi e se usato come combustibile non produce fumo.

La Moringa è una specie polivalente, i cui fiori sono fonte di un buon miele e il legno ha un discreto potere calorifico.
I semi, oltre agli usi medicinali, vengono impiegati per purificare l'acqua e questa proprietà li ha resi famosi nelle zone rurali di molti paesi in via di sviluppo, dove l'approvvigionamento di acqua potabile è spesso un problema quotidiano. Dopo essere stati grossolanamente spezzettati, vengono avvolti in un tessuto e posti in un contenitore con l'acqua da ripulire (metodo popolare sudanese). Grazie alle sostanze contenute i semi agiscono da flocculanti, legando le impurità presenti nell'acqua che può essere così filtrata rendendola potabile. E' da notare che questa proprietà di potabilizzare l'acqua resta invariata anche nel residuo dei semi che resta dopo la spremitura dell'olio. Studi fatti presso la Gadja Mada University (Indonesia) hanno dimostrato che il potere flocculante dei semi di Moringa è in grado di eliminare oltre il 90% dei batteri coliformi in un litro di acqua di fiume in appena 20 minuti, senza peraltro rilasciare alcun tipo di tossina nell'acqua.
Si tratta in definitiva di una specie di elevato valore agronomico grazie alla capacità di crescere in condizioni inospitali per molte altre piante e per le sue preziose qualità alimentari e non ultima per la proprietà di rendere potabile l'acqua.

Molti degli usi tradizionali sono stati negli ultimi anni dimostrati dalle ricerche effettuate, specialmente in India. Si è visto che l'olio dei semi (ben oil) è effettivamente dotato di un certo potere batteriostatico e antinfiammatorio, utile sia per via interna che nell'applicazione locale come analgesico nei dolori articolari.
Anche l'estratto acquoso dei semi è dotato di una significativa attività antinfiammatoria, analgesica e diuretica. Di certo all'attività antireumatica contribuisce tanto l'azione antinfiammatoria quanto quella immunomodulante dimostrata dai ricercatori. Si è potuto appurare infatti che i semi di Moringa possiedono un attività immunosoppressiva particolarmente utile in caso di patologie infiammatorie legate al sistema immunitario, come ad esempio l'artrite reumatoide.
L'attività antibatterica si è dimostrata efficace in vitro nei confronti di Pseudomonas aeruginosa e Staphylococcus aureus. Studi clinici condotti sui semi di questa specie hanno evidenziato l'efficacia come trattamento dell'asma bronchiale. In questo caso, 20 soggetti di entrambi i sessi, sofferenti di asma bronchiale di intensità da lieve a moderata, sono stati trattati per tre settimane con 3 g di polvere dei semi al giorno, somministrata per via orale. Alla fine del periodo previsto sono stati effettuati esami spirometrici per misurare la funzionalità dei bronchi, con il risultato che tutti i soggetti coinvolti hanno ottenuto un miglioramento della capacità polmonare in media di oltre il 30%. Inoltre tutti i soggetti hanno registrato una significativa diminuzione degli attacchi di asma e un incremento dell'emoglobina nel sangue.
Ulteriori studi hanno confermato in seguito che la potente attività antinfiammatoria dell'estratto dei semi di questa pianta è in grado di modulare la risposta allergica delle vie aeree, come nel caso dell'asma o della rinite allergica. Ma non solo, infatti questo tipo di azione potentemente antistaminica si è potuta constatare anche in prove di allergie sistemiche quali lo shock anafilattico. Se somministrato almeno 1 ora prima dell'esposizione alla sostanza allergenica, l'estratto dei semi di Moringa è in grado di contrastare del tutto l'insorgenza dell'anafilassi, riducendo in maniera dose-dipendente il rilascio di istamina da parte delle mastocellule.
Le foglie, i frutti e i semi di Moringa contengono dei glicosidi risultati efficaci nell'abbassare la pressione arteriosa con una significativa azione ipotensiva, così come già descritto nella medicina popolare.
I ricercatori hanno confermato che le foglie di questa specie, impiegate da tempo in India per contrastare l'aumento di colesterolo nel sangue dei pazienti obesi, godono effettivamente di una significativa attività ipocolesterolemizzante. La riduzione di colesterolo (in media del 12%), dopo la somministrazione dell'estratto, sembra avere luogo tanto a livello ematico che a livello epatico. In un altro studio è stata paragonata l'azione dell'estratto con un farmaco a base di statine, sia su soggetti con dieta normale che in altri con dieta ricca di colesterolo. La Moringa ha dimostrato un'azione simile al farmaco, con riduzione del colesterolo totale, dei trigliceridi e altri fattori ematici. Nei soggetti con dieta ricca di colesterolo, l'estratto così come il farmaco, ha dimostrato di poter ridurre l'accumulo di grassi nel fegato, nel cuore e nell'aorta, aumentando l'eliminazione fecale del colesterolo.
Gli estratti di questa pianta si sono dimostrati efficaci anche per il controllo della glicemia, con una riduzione dei valori di glucosio nel sangue di circa il 30% in soggetti normali. In caso di soggetti diabetici, la somministrazione per 21 giorni dell'estratto ha ridotto i valori di glicemia a digiuno e postprandiale rispettivamente del 69% e del 51%, con l'eliminazione della presenza di glucosio e proteine nelle urine.
Si è anche visto che i principi attivi contenuti nella pianta sono in grado di ridurre il peso corporeo in soggetti in sovrappeso, il che unito alla capacità di ridurre glicemia, trigliceridi e colesterolo, rende questa specie interessante nel trattamento generale della sindrome dismetabolica.
Le radici contengono dei principi attivi dotati di attività antibatterica nei confronti dei batteri gram+, analgesica, antipiretica e regolatrice del battito cardiaco.
La corteccia della radice contiene in particolare il principio attivo moringinina, in grado di agire sul ramo simpatico del sistema nervoso periferico, provocando vasocostrizione, stimolazione cardiaca, distensione dei bronchioli, rilassamento della muscolatura liscia e inibizione dei muscoli involontari dell'intestino. L'estratto della corteccia della radice ha dimostrato una significativa attività antinfiammatoria paragonabile ad alcuni farmaci di sintesi. Inoltre sembra possedere una certa attività antibiotica, particolarmente utile nei confronti del virus del colera e di molti altri patogeni.
L'olio dei semi agisce anche da antiaggregante piastrinico, fluidificando il sangue e migliorando il microcircolo
Recenti studi hanno evidenziato che alcuni principi attivi presenti in questa specie possono contrastare la proliferazione delle cellule tumorali, soprattutto per quanto riguarda il cancro della pelle.

Da alcuni decenni si studia anche l'effetto dei semi di Moringa di rendere l'acqua potabile. Si è visto sperimentalmente che i metodi tradizionali già utilizzati in alcune aree rurali tropicali sono in grado di eliminare dal 90 al 99,9% delle impurità così come dei batteri presenti nell'acqua, coagulandoli in sedimento che si deposita sul fondo del contenitore utilizzato. Questo genere di attività è stata attribuita a delle proteine contenute nei semi con capacità flocculanti, in grado di legare composti organici e paragonibili per azione a dei polimeri cationici su base di poliacrilammide.
Gli studi più recenti in tal senso dicono che i semi di questa specie sono in grado di rimuovere all'acqua anche alcuni metalli pesanti pericolosi per la salute umana, come ad esempio il cadmio, l'arsenico, il nichel, il cromo nonché certi pesticidi.

La radice di Moringa, che è una delle parti meno utilizzate in campo culinario tradizionale, ha dimostrato durante le ricerche scientifiche una elevata attività anticoncezionale femminile. Infatti i principi attiviti contenuti sembrano rendere l'utero incompatibile con l'impianto dell'ovulo fecondato, che viene quindi scartato. Si tratta di un effetto reversibile che potrebbe risultare utile nell'attività di controllo delle nascite nei paesi poveri.

Le numerose proprietà della Moringa possono essere sfruttate per diversi scopi.
I semi e in maggior misura l'olio in essi contenuto, sono utili come antinfiammatori gastrointestinali, come coadiuvante in caso di problemi alle vie aeree superiori, specialmente se di origine allergica, per regolare il processo di sudorazione, grazie alla capacità di modulare la risposta del sistema nervoso periferico. L'attività ipotensiva può essere sfruttata per controllare i valori di pressione arteriosa, mentre l'azione ipoglicemizzante, ipocolesterolemizzante e ipolipidemica può influire positivamente sul corretto assorbimento degli zuccheri e dei grassi e rende questa specie utile come coadiuvante in caso di diete ipocaloriche o in soggetti con sindrome dismetabolica (elevati valori di glicemia, trigliceridi, colesterolo).
Le foglie possono invece costituire una buona fonte alimentare di proteine vegetali facilmente assimilbili e di vitamine.

Essendo specie di impiego alimentare è da ritenersi generalmente di uso sicuro. Peraltro studi tossicologici condotti su animali da esperimento non hanno rilevato alcun segno di tossicità anche a dosaggi più elevati di quelli di norma utilizzati. I ricercatori hanno evidenziato che alcune parti della pianta possono contenere serotonina, in grado di aumentare l'attività di farmaci quali i barbiturici, per cui la contemporanea assunzione di entrambe le sostanze andrebbe accuratamente controllata.
Alcuni autori riportano la sospetta attività tossica della radice, che rimane comunque la parte meno utilizzata dal punto di vista erboristico e anche culinario.

5 commenti:

  1. Prodotti a base di Moringa già disponibili in italia per il beneficio della nostra nutrizione, io ho già comprato lo Smart Mix e posso dire che mi trovo benissimo, anche la mia famiglia consuma lo smart mix e stiamo tutti benissimo! ...
    www.zijaitalia.it

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  2. Confermo ciò che ha detto Gema! La Moringa è davvero un buon prodotto. La stò testando su me stessa e devo dire che mi sento più energica di prima! Utilizzo lo Smart mix della Zija. Inoltre sono presenti anche prodotti per la cura della pelle! :)

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  3. Risposte
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  4. Zija la nuova rivoluzione del benessere

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